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Nel 2003, l’Islanda ha ripreso la “caccia alle balene a fini scientifici”. L’Islanda ha presentato uno studio di fattibilità alla riunione della IWC del 2003, il cui obiettivo era l’uccisione di 100 balenottere minori, 100 balenottere comuni, e 50 balenottere boreali nel 2003, ed una quota identica nel 2004.
25 nazioni hanno inviato una protesta diplomatica formale (definita “démarche”) al governo islandese il 1° novembre 2006 a proposito della ripresa delle attività di caccia alle balene a fini commerciali. La protesta era capeggiata dal Regno Unito e firmata, tra gli altri, dagli USA, dall’Australia, dal Brasile, dalla Francia, dalla Germania, dalla Finlandia e dalla Svezia.
Proprio recentemente, l’Islanda ha annunciato il completo disprezzo della moratoria internazionale sulla caccia alle balene e delle norme stabilite dalla Convenzione di Washington (CITES) e ha dato inizio ad attività di caccia alle balene a fini commerciali, che hanno come obiettivo balenottere comuni, a rischio di estinzione, per l’esportazione verso il Giappone.
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