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La caccia alle balene condotta dal Giappone PDF Print E-mail

Japan WhalingLa patetica giustificazione del governo giapponese per l’uccisione delle balene è l’affermazione in base alla quale la caccia sarebbe finalizzata alla ricerca scientifica. Nel 2005, il programma di ricerca scientifica JARPA è stato sostituito dal programma JARPA-II, nell’ambito del quale le quote di balenottere minori sono state aumentate a 900 esemplari e, fatto incredibile, le balenottere comuni sono state aggiunte al programma.


Le nazioni contrarie alla caccia alle balene hanno reagito con forte rabbia a questa decisione, soprattutto perché le balenottere comuni sono indicate come specie a rischio d’estinzione nella Convenzione di Washington (Convention on International Trade on Endangered Species). Il Giappone limita l’uccisione delle balene a due aree: il Pacifico settentrionale e l’emisfero sud. Né la International Whaling Commission né il suo comitato scientifico hanno chiesto al Giappone di effettuare alcuna ricerca, e ambedue gli organi hanno ripetutamente criticato la caccia alle balene condotta dal Giappone e ne hanno invocato la cessazione.

Un sondaggio d’opinione condotto in Giappone nel giugno 2006 dal Nippon Research Centre, affiliato della Gallup, ha rilevato che il 95% dei giapponesi non consuma mai carne di balena, o la consumano molto raramente, e che più del 70% dei giapponesi NON è a favore delle operazioni di caccia alle balene condotte nell’Oceano Australe. È il governo giapponese che vuole il ritorno della caccia alle balene a fini commerciali, non il popolo giapponese.

L’Ente per la Pesca del Giappone, inoltre, ha attuato un programma di “acquisto di voti”, offrendo aiuti a Paesi poveri a condizione che questi divenissero membri della International Whaling Commission e sostenessero la posizione giapponese sulla caccia alle balene. Specificamente, il Giappone ha destinato $320 milioni di aiuti esteri ad Antigua e Barbuda, a Dominica, a Grenada, alla Guinea, al Marocco, a St. Lucia, a St. Vincent e Grenadine, a St Kitts e Nevis e alle Isole Salomone. Dal 2001, questi Paesi hanno votato conformemente al Giappone in ciascuna consultazione della International Whaling Commission tesa a porre fine alla moratoria e a permettere nuovamente la caccia alle balene con fini commerciali

 
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